Territorio
Sappada: messinscena per provare a bloccare distacco
16 novembre 2017

“C’è chi sta seminando bucce di banana last minute, ma è tutta una messinscena. La politica con la “p” maiuscola non è quella che si nasconde dietro a cavilli burocratici senza fondamento per tradire la propria gente, che si è espressa in modo legittimo e democratico”. Lo afferma l’eurodeputata del Pd Isabella De Monte, prima firmataria del ddl per il passaggio del comune di Sappada dal Veneto al Friuli Venezia Giulia, commentando la decisione della commissione Affari costituzionali della Camera di rinviare la discussione finale e decisiva del provvedimento in Aula a Montecitorio per dare la possibilità al Consiglio regionale del Veneto di esprimersi nuovamente sul distacco della cittadina montana.

Secondo De Monte “nessuno vuole fare uno sgarbo al Veneto né compiere atti di forza. Qui si tratta semplicemente di rispettare la volontà di una comunità che per dieci anni ha rispettosamente percorso un iter corretto, chiaro, trasparente, che ora qualcuno vorrebbe insabbiare: è inaccettabile”.

 

“Mi domando: da quando in qua si chiede a un Consiglio regionale di esprimersi una seconda volta su un suo stesso provvedimento? Mettiamo forse in dubbio la volontà e la lucidità dei consiglieri regionali che votarono in modo inequivocabile a favore del trasferimento di Sappada al Fvg?”.

 

“Il Parlamento – osserva De Monte – oggi ha chiesto al Consiglio regionale di Venezia un atto che esiste già: è una decisione illogica, perché la mozione già approvata dalla Regione Veneto è legittima. Ricordo a tale proposito che il distacco del comune di Cinto Caomaggiore è stato approvato con una risoluzione e quello di Voltago con una mozione. Quindi anche il parere su Sappada – una mozione appunto – è legittimo. Ringrazio i deputati Paolo Coppola e Gian Lugi Gigli che si sono battuti duramente in commissione per procedere con l’iter legislativo e tutelare i sappadini”.

 

“Se il Consiglio regionale veneto non dovesse esprimersi in tempo oppure dovesse dare giudizio negativo al distacco di Sappada – sottolinea De Monte – l’esame del testo alla Camere potrebbe comunque andare avanti, perché il parere della Regione non è vincolante, come dimostra il caso dei comuni della Valmarecchia, passati dalle Marche all’Emilia Romagna anche con il parere contrario della Regione Marche”.

 

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