Territorio
Sappada: De Monte scrive a Boldrini
16 novembre 2017

 

“La posizione del Consiglio regionale del Veneto è del tutto strumentale: si appigliano a cavilli senza fondamento. L’iter legislativo per il trasferimento di Sappada è corretto da ogni punto di vista e va portato avanti. Né va della credibilità delle Istituzioni e della politica: non possiamo permettere che venga calpestata la sacrosanta volontà popolare”. Lo afferma l’europarlamentare del Pd Isabella De Monte, prima firmataria del ddl per il passaggio del comune di Sappada dal Vento al Fvg, che domani dovrebbe approdare in Aula a Montecitorio per l’approvazione definitiva. De Monte ha scritto una lettera alla presidente della Camera Laura Boldrini per chiedere che l’iter legislativo prosegua come previsto.

 

Riferendosi alla richiesta di sospensiva dell’iter inviata negli scorsi giorni alla stessa presidente Boldrini dal presidente del Consiglio regionale del Veneto Roberto Ciambetti, De Monte ricorda che “durante l’iter parlamentare le commissioni hanno già certificato come non sia necessaria una legge costituzionale e acclarato l’orientamento favorevole di entrambi i Consigli regionali. Va inoltre detto che né la Costituzione né la legge 352 del 1970 prescrivono la necessità di una particolare forma nel rilascio del proprio orientamento da parte del Consiglio regionale”.

 

“Appare quindi del tutto strumentale – scrive De Monte – che sia lo stesso Consiglio regionale veneto a contestare la forma di un proprio atto, quando ciò che conta è che la volontà sia stata inequivocabilmente espressa in senso favorevole al passaggio del Comune di Sappada al Friuli Venezia Giulia. E’ altrettanto privo di fondamento il fatto che la mozione votata sia decaduta per effetto della conclusione della legislatura, avvenuta nel 2012. E’ noto, infatti, che la decadenza degli atti amministrativi avvenga solo per gli iter non conclusi, non certo per delibere (e tali sono le mozioni) che siano state già votate e non siano mai state revocate”.

 

“L’iter finora svolto è completamente rispettoso della normativa costituzionale e ordinaria vigente – sottolinea De Monte nella lettera – pertanto auspico che il progetto di legge ora pendente in seconda lettura alla Camera possa essere sottoposto alla votazione dell’Aula. Ho sempre creduto che il compito del legislatore sia quello di attuare la volontà popolare. E’ stata questa la ragione che nel 2013 mi ha spinta a presentare il ddl, nella convinzione che l’approvazione a larghissima maggioranza del quesito referendario fosse un’espressione democratica, attuata nel solco della legge vigente, che dovesse trovare accoglimento da parte delle Istituzioni. Dopo nove anni di attesa – conclude De Monte – una comunità sta giustamente attendendo una risposta, che auspico possa avvenire in tempi brevi”.

 

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