Europportunità
Robot in sanità: da Ue possibilità, ma servono nuove norme
4 dicembre 2017
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“L’Europa offre molte opportunità di finanziamento nel campo della robotica e della ricerca applicata all’innovazione in campo sanitario e assistenziale, attraverso il programma Horizon 2020: sono possibilità interessanti anche per le realtà pubbliche e private operanti in Fvg, che in questo settore sono all’avanguardia”. Lo afferma l’eurodeputata Isabella De Monte, intervenuta oggi a San Vito al Tagliamento (Pordenone) durante il convegno “Integrazione tra robotica e domotica in sanità: nuove opportunità per i pazienti”, organizzato da Federsanità Fvg, in qualità di componente della commissione Itre (Industria e ricerca).

Secondo De Monte “la robotica applicata all’assistenza sanitaria è un tema molto attuale, perché coniuga due fattori caratterizzanti delle società occidentali: la crescente digitalizzazione e l’invecchiamento della popolazione. Convegni come quello di oggi sono utili perché offrono occasioni di approfondimento di alto livello su una materia nuova e complessa, con un approccio multidisciplinare, che supera anche i confini regionali. La materia è di forte interesse anche a livello europeo, motivo per cui ho annunciato di voler organizzare un’iniziativa a Bruxelles invitando le realtà presenti oggi e altri soggetti interessati”.

“In considerazione del fatto che in futuro saremo sempre più spesso curati e assistiti attraverso robot, che coadiuveranno i professionisti della sanità – sottolinea De Monte – è necessario lavorare in modo parallelo sugli aspetti normativi: i grandi passi in avanti compiuti sul fronte dell’innovazione vanno accompagnati da norme complete e attuali in tema di responsabilità, privacy, fiscalità. Il dibattito a livello europeo su questi temi è aperto. Uno, ad esempio, è quello legato all’armonizzazione delle normative sull’automazione. Ci si chiede ad esempio quali siano i confini nella responsabilità per l’eventuale errore di un robot sanitario: se l’azienda produttrice è svedese e l’Azienda sanitaria che lo utilizza italiana, in caso di errore su un paziente, quale normativa si applica, quella italiana o quella svedese?”.

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